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Gruppo di Lettura 2009-2010

Leggiamo (o rileggiamo) insieme quattro piccoli grandi classici del Novecento italiano

L’assunto da cui parte questa proposta di percorso è che nel Novecento italiano si celino dei libri che si possono appunto definire come dei “piccoli grandi capolavori”, meno noti rispetto ad altri non tanto per un’inferiore qualità, ma piuttosto per la natura appartata o eccentrica dei loro autori, per il loro non essere inseriti nel canone novecentesco dominante indicato dalla critica letteraria.

 

D’altra parte, tanta della migliore narrativa novecentesca, da Svevo in poi, sembra dimostrare che in Italia sono stati spesso più proficui e fertili le realtà marginali, di provincia o di periferia, rispetto ai luoghi e ai centri deputati della cultura.
Questo è sicuramente il caso di Beppe Fenoglio, autore schivo e appartato come pochi, che pagò per questo un caro prezzo quando era in vita, ottenendo solo postumo il posto di prima grandezza che gli è dovuto. Postuma è stata anche la pubblicazione di Una questione privata che può essere proprio considerato come un capolavoro, piccolo solo per la relativamente esigua lunghezza. Ne è protagonista un giovane partigiano che viene distolto dal suo ruolo a causa appunto di un’improvvisa e dirompente “questione privata”, di natura sentimentale.
Singolare è anche la vicenda umana e letteraria di Silvio d’Arzo, autore morto quando era ancora molto giovane, che ha lasciato poche opere ma che ha dato una straordinaria prova di talento con Casa d’altri, che Montale ha definito come il più bel racconto del nostro Novecento. Centrale è in questo caso la figura di un prete, isolato in uno sperduto paese fra i monti, che deve fronteggiare un difficile caso di coscienza dettato da una sua parrocchiana. 
Sconosciuto ai più risulta oggi Dante Arfelli, che pure con I superflui fu un caso letterario clamoroso al momento della sua uscita, ottenendo un apprezzamento di critica più grande all’estero che in Italia e vendendo un milione di copie solo negli Stati Uniti. Il romanzo racconta del difficile inserimento di un provinciale a Roma, negli anni del Secondo dopoguerra.
Un caso letterario, infine, fu anche Tempo di uccidere di Ennio Flaiano, un libro rimasto come una perla unica nella produzione di questo eclettico autore, che più tardi ha scelto di dedicarsi a forme di scrittura che andavano aldilà dei generi canonici, spaziando dagli aforismi al reportage e ad altre forme narrative, senza tralasciare una importante carriera come sceneggiatore. Qui il protagonista è un soldato italiano, che a sua volta vive una sua “questione privata” sullo sfondo della guerra d’Etiopia del ’36.

 

I quattro libri scelti per il percorso sono:

Pubblicato il: Venerdì, 01 Marzo 2019
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